Bene in vista

Lenti vecchie e nuove

«Per chi ama i libri, venire a Torino al Salone è come arrivare nel paese dei balocchi».

Quest’anno il mio viaggio a #salTo14 è iniziato con Alberto Asor Rosa, in un angolo tranquillo (Indipendent’s Corner), e per terra, perché non c’era più posto. Era l’ospite del giorno per la sezione dei libri da non perdere: come si fa a scegliere? Per esempio ascoltando i consigli. Tutti i giorni, nello stesso angolo, qualcuno ha detto la sua. Tra gli autori nominati da Asor Rosa spicca Giuseppe Culicchia, che sempre più si fa strada nel dorato mondo delle lettere: sua è la cura, da quest’anno, di un intero padiglione. Officina. Editoria di progetto è la nuova area dedicata a piccoli e medi editori, agli indipendenti, agli addetti del mestiere, alla nascente editoria digitale in via di espansione.
È Stefano Bartezzaghi a istruire il divertito pubblico della Sala Rossa sul tema del Salone: Bene in vista. Lo sapevate che “bene” è in assoluto la parola più utilizzata nei nostri discorsi? Occorrono buone lenti per riconoscere quale sia il bene da tenere sempre sott’occhio. Mentre si gioca con le parole, al senso della vista è dedicata una particolare cura da Mario Calabresi, che presenta una meravigliosa raccolta di fotografie di grandi autori (A occhi aperti, contrasto), tra cui Steve McCurry, anche lui a Torino.
Spazio alla musica che si intreccia con la letteratura: Michele Serra dà voce ai protagonisti del suo libro Gli sdraiati, catturandoci e portandoci con loro in gita al Colle della Nasca. Prende suono così il dialogo ironico che racconta il complesso rapporto tra padre e figlio in conflitto generazionale, che riescono a scalare insieme una montagna. Ci allieta il viaggio con la sua chitarra Gianmaria Testa.
Commuove il ricordo di Angela Terzani che assieme a Massimo Gramellini presenta l’ultima pubblicazione di diari inediti del marito Tiziano (Un’idea di destino, ed. Longanesi); così come emoziona il ricordo della cura dei libri che caratterizzava l’onnipresente Roberto Cerati («esserci sempre, apparire mai»), direttore commerciale Einaudi scomparso lo scorso novembre. Ne parlano insieme Carlo Feltrinelli e Walter Barberis (direttore editoriale Einaudi), per questa volta uniti nonostante la concorrenza, perché di Cerati ce n’era uno solo e i suoi preziosi consigli sotto forma di “pizzini” li conservano tutti gelosamente.
Il mio viaggio si è concluso con Neri Marcorè e Fabio Stassi (Come un respiro interrotto, Sellerio), accompagnati in un reading dalla musica e dalla voce strepitosa di Pilar: meglio di così non potevo salutare il paese dei balocchi. Si potrebbe parlare all’infinito di incontri ed emozioni, ma è impossibile anche solo nominare tutti quelli che sono intervenuti sotto l’egida discreta e silenziosa del direttore Ernesto Ferrero. Evitiamo, dunque, un riduttivo elenco e racchiudiamoli sotto la voce di “straordinaria gente appassionata”, così possiamo includerci anche i lettori.

Cultura
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venerdì 28 aprile 2017