Autonomia e convivenza pacifica

La bellezza della diversità

Il mondo di oggi deve fare i conti con le migrazioni, quelle passate, presenti e future. C’è bisogno di convivere il meglio possibile, conciliando le diverse culture, ma soprattutto accettando quelle diversità che arricchiscono il panorama nazionale.

Una cultura è comunque e sempre qualcosa in divenire, così come la lingua; non è qualcosa di statico ed immutabile, segue il flusso ed è mutevole nel tempo e nel contesto in cui si trova. Il Trentino è una provincia autonoma e sono tre le minoranze linguistiche e culturali che sono sottoposte a tutela. Vi sono Mòcheni, Cimbri e Ladini, le prime due sono minoranze con idioma germanico, mentre gli ultimi utilizzano una lingua di base retoromanza. Qui la convivenza non solo è possibile, ma è una preziosa realtà.

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La storia ci insegna che la convivenza non è sempre stata semplice!
Negli anni del risorgimento c’era chi voleva l’annessione all’Italia e chi avrebbe voluto rimanere sotto l’egida austriaca. Questioni di questo tipo non sono mai semplici, in linea generale è la lingua che identifica il paese, chi parla l’italiano si riconosce come proveniente dall’Italia, così come colui che parla francese verrà indicato come abitante della Francia.

Ma quelle minoranze che abitano la nostra provincia, vivono qui da tempi lontani; la loro lingua è andata modificandosi nel tempo e non è più identificabile con le lingue nazionali di origine. D’altra parte quando si sceglie di vivere in un luogo, lo si riconosce come proprio.

Dopo tutto la nostra è una terra di confine. Nei secoli si sono succeduti molti passaggi di potere, fino al primo tentativo di conquista italiana, con la terza guerra di indipendenza, che ha visto il generale Medici conquistare tutta la Valsugana nel 1866, per poi lasciare la regione ancora per un cinquantennio agli austroungarici.  Il sopraggiungere poi del primo conflitto mondiale, con tanta, troppa distruzione e morte.

Infine un ventennio di regime fascista che ha rimarcato le ferite di guerra, e l’illusione delle Opzioni, per Mòcheni e Cimbri; pensare di poter trovare in terra tedesca tutto quello che viene lasciato nel Trentino, ormai italiano. Ma l’illusione si trasforma in tragica realtà, ci si rende conto che era meglio rimanere e quindi si cerca di ritornare ai propri monti, alla propria terra, che nel frattempo è stata data ai “taliani”.

E proprio queste pagine di storia locale, sono quelle che ci insegnano a convivere, perché nella diversità non c’è nulla di male o di oscuro che possa spaventarci; c’è solo tanta umanità da scoprire, conoscere e vivere.

Per quanto concerne la triste vicenda delle Opzioni, vi sono numerosi titoli per approfondire, dedicati alla vicenda alto-atesina e alle seguenti vicissitudini delle minoranze Mòchena e Cimbra. Sono testi che di certo lasceranno un segno nel vostro cuore e che vi aiuteranno a comprendere la follia della pretesa di “italianizzare” forzatamente le persone. Non si può vietare la lingua madre, si rischierebbe di rimanere tutti orfani. L’umanità ha bisogno di accettare e tutelare le differenze, che sono un immenso arricchimento per tutti.

Cultura
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giovedì 10 ottobre 2019