Atletica leggera: la mano del Capitano

Un gesto che vale più di tante medaglie

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Agosto 1994. Campionati europei di atletica leggera di Helsinki.

Nella finale dei 3000 metri siepi* partecipano tre atleti italiani: il capitano Francesco Panetta, campione mondiale di specialità nel 1987, ormai a fine carriera; Angelo Carosi, non più giovanissimo ed il talento emergente Alessandro Lambruschini, candidato alla vittoria finale.
Parte la gara. Dopo i primi giri, Lambruschini inciampa in una barriera e cade rovinosamente per terra, dolorante. La corsa sembra compromessa. Ma, mentre gli altri atleti continuano la loro andatura, Francesco Panetta, in lizza anche lui per una medaglia, decide non solo di fermarsi a soccorrere il suo compagno di squadra, ma di motivarlo e incitarlo a correre. Lo afferra e lo rialza da terra mentre è in lacrime. Lo incoraggia verbalmente guardandolo fisso negli occhi e gli urla di non mollare, di crederci fino in fondo, di stare tranquillo e correre.
Lambruschini, rincuorato dall’aiuto del proprio Capitano, ritrova presto lo slancio e dopo essersi portato nel gruppo di testa, vincerà la medaglia d’oro. Panetta, invece, concluderà esausto la gara in ottava posizione consegnando il connazionale alla storia e se stesso alla stima di tutti gli sportivi.
Il presidente del Coni Mario Pescante scrive un telegramma di congratulazioni all’atleta calabrese, definendolo autore di un gesto «che vale più di tante medaglie», al quale Panetta risponde ringraziando con umiltà: «adesso non fatemi diventare San Francesco: il mio è stato soltanto il gesto di un amico».
Francesco Panetta conclude questa esperienza olimpica senza medaglie, una delusione agonistica colmata con un gesto di correttezza immensa che dà un valore aggiunto allo sport, che si spoglia della competitività e si riveste di solidarietà.

Francesco Panetta è uno dei campioni più amati e stimati del mezzofondo italiano per le sue doti di grande combattente. Il coraggio, combinato all’attitudine naturale di corridore, lo portò a raggiungere risultati importanti. Nel 1986, agli Europei di Stoccarda vinse la medaglia d’argento nei 3000 siepi, nel 1987 la medaglia d’oro col tempo di 8’08″57, stabilendo il record italiano. Vanta anche dieci titoli italiani: uno nei 5000 m piani (1988), uno nei 10000 m piani (1986), due nei 3000 m siepi (1985 e 1988) e sei nella corsa campestre (dal 1987 al 1992).

*I 3000 metri siepi (comunemente chiamati anche siepi) sono una specialità sia maschile sia femminile dell’atletica leggera, che fa parte del programma olimpico.

Cultura
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giovedì 27 aprile 2017