Argo: quando la realtà supera la finzione

Orchestrare una messa in scena così assurda e improbabile da sembrare non poter essere che vera, come copertura a una rischiosa operazione di recupero di un gruppo di diplomatici americani bloccati a Teheran, nel bel mezzo della rivoluzione studentesca del 1979.
Questa non è semplicemente la promettente trama di un film d’azione ma la pericolosa situazione, assolutamente reale, che il Governo americano, la CIA e varie diplomazie occidentali e mediorientali si trovarono a gestire dopo la fuga negli U.S.A dell’allora Scià di Persia Pahlavi Mohammad Reza e l’ascesa al potere dell’ayatollah Khomeini come leader della nuova Repubblica Islamica. Il film in questione è Argo (2012), diretto, prodotto e interpretato da Ben Affleck e vincitore del Premio Oscar come miglior film nel 2013. La vicenda narrata, invece, è passata alla storia con il nome in codice di “Canadian Caper“, a oggi una delle missioni di spionaggio più delicate mai condotte.
Affleck impersona Tony Mendez, l’esperto agente della CIA che venne incaricato dal Governo di organizzare un piano per la liberazione e l’espatrio di sei cittadini americani in Iran. Il piccolo gruppo, a seguito dell’occupazione dell’ambasciata U.S.A a Teheran da parte di numerosi giovani rivoluzionari armati, aveva fortunatamente trovato rifugio presso la dimora dell’ambasciatore canadese; ma era solo questione di tempo prima che gli iraniani scoprissero la verità. Mendez, tra varie proposte, pensò che l’unico modo per consentire la fuga dei sei funzionari fosse quello di farli passare per membri canadesi di una produzione cinematografica alla ricerca della location più adatta per la realizzazione di un film di fantascienza (sulla scia del successo internazionale di Star Wars). L’idea era talmente strampalata che avrebbe avuto una minima chance di successo solo se la presunta pellicola, intitolata appunto Argo, avesse avuto alle spalle un vero copione, un cast, un ufficio a Hollywood e l’attenzione della stampa. Non avendo altra scelta, tutto fu preparato nei minimi dettagli: stamparono le locandine del film, coinvolsero impresari, case di produzione e tecnici affermati, tenute conferenze stampa di lancio. Di lì a poco, Mendez raggiunse personalmente Teheran sotto le mentite spoglie del produttore di Argo, dando il via a un’operazione sotto copertura che, per quanto disperata, rappresentava l’unica soluzione possibile.
Affleck ricostruisce la vicenda minuziosamente, senza eccessi nazionalistici di parte (storicamente gli U.S.A avevano avuto forti ingerenze sulla stabilità politica iraniana), affidando ai personaggi interpretati da John Goodman e Alan Arkin il compito di stemperare la crescente tensione. Da non perdere, sui titoli di coda, i filmati originali dell’epoca.
Argo: un film reale su di un film così falso che doveva sembrare vero.

Cultura
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venerdì 6 ottobre 2017