33 parole per lo spettacolo “Vangelo”

A teatro

Vangelo, di e con Pippo Delbono

«Pippo Delbono racconta che qualche giorno prima di morire sua madre gli aveva suggerito di fare uno spettacolo sul Vangelo. “E così ho iniziato a filmare e a fotografare le immagini che ho incontrato nei miei viaggi. Immagini di Madonne, di Cristi, di martiri. […] Molto poco ho visto la gioia nei volti di quei Cristi. E così per un momento ho pensato di chiamarlo “Assedio” questo spettacolo. Ho avuto un senso di rifiuto profondo per tutta quella iconografia buia, pesante, sofferente legata a quel Vangelo. E così mi sono perduto, dimenticando quel Vangelo, o forse portandomi dietro di quel Vangelo solo il nome.”».

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E chi l’ha visto cosa dice? Lasciamo la parola ai nostri Trentatré spettatori:

Sempre autobiografico, ormai “di casa” per le modalità espressive, Pippo Delbono, pur avendo presentato una rappresentazione tecnicamente evoluta, questa volta non colpisce alle viscere, rimane esterno e, per la lentezza di alcune scene, persino annoia. Commento di un innamorato tradito.
Enrico Miorelli (33 Trentini in 33 parole)

 

Cultura
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mercoledì 18 aprile 2018