Zanzare, le compagne di un’estate

Zanzare, le compagne di un’estate

Primi anni ’90, estate. Di giorno bambina, di notte, grazie ai materni accorgimenti, “fettunta”. Una stropicciatina di basilico, un po’ di aglio e via, pronta a dormire sonni tranquilli grazie all’anti-zanzare casereccio.

Dalle zanzare i più fortunati non vengono nemmeno sfiorati, diversa è la storia per chi, come me, ne è una meta fissa. Ma cerchiamo di capire qualcosa in più su questi insetti.

Una differenza di genere. Solo le zanzare femmine hanno tendenze carnivore a differenza dei docili maschietti che vanno ghiotti di sostanze zuccherine rigorosamente bio. Donare ad una zanzara il proprio sangue è un’azione nobile poiché questo servirà a consentire lo sviluppo delle sue uova, dunque via i pensieri negativi da questi insetti, vediamole come ottime madri.

Sfatiamo alcune leggende. Non è il retrogusto dolce del nostro sangue ad attirarle bensì altri fattori come ad esempio l’aroma della nostra pelle e l’anidride carbonica che rilasciamo durante l’espirazione. L’attrazione sembra inoltre dipendere da un misterioso equilibrio di ingredienti presenti nella nostra epidermide come vitamina B, acido urico, acido lattico e acidi grassi. Talvolta l’attacco potrebbe essere veicolato da creme ed unguenti che, uniti alla nostra pelle, creano quella giusta chimica, rendendoci irresistibili al morso.

Elementi decorativi e prurito post-prelievo. Le reazioni successive all’azzannamento di una zanzara variano da soggetto a soggetto e spesso dipendono dalla specie (ne esistono più di 2.000).

Ciò che irrita e suscita la repentina grattata è la saliva e non il morso in sé. Questa viene utilizzata dalla zanzara come anticoagulante e provoca nelle vittime più sensibili (spesso allergiche) ponfi che si attenuano solo dopo alcuni giorni.

Orari e luoghi. Le zanzare “classiche” (Cules pipiens) preferiscono farci visita la notte, svegliandoci con il loro tartassante ronzio. Le zanzare tigre (Aedes albopictus), presenti nel Vecchio Continente da una ventina d’anni, sembrano invece non conoscere orari. Entrambe amano vivere e riprodursi in ambienti umidi e caldi come i ristagni d’acqua. Le prime sono accompagnate dall’estate, le seconde possono sostenere anche climi più rigidi.

Ansia da contagio. Mentre gli assaggi delle zanzare comuni, seppur fastidiosi, vengono definiti innocui, quelli delle cugine tigrate sono oggetto di controversie. La probabilità che questi insetti possano veicolare malattie come febbre gialla, encefalite e dengue è vera ma comunque rarissima dato che nel nostro Paese alcune di queste patologie sono state debellate da tempo.

L’estate a forza di tira e molla sta iniziando, insieme all’afa e all’umidità teniamoci pronti all’arrivo di queste immancabili compagne, possibilmente lasciandole fuori dall’uscio!

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venerdì 8 settembre 2017