Se abbiamo tutto il tempo del mondo, svegliamoci presto

Un “lusso” che è tra i più preziosi: non avere fretta. Mi sono seduta sul divano, mi sono lasciata assorbire dalla stanza che mi circondava e ho visto un film: Diaz.
Il mattino dopo e per tutto il giorno ho avuto un senso di irrequietezza irrisolvibile, mi sono sentita la violenza addosso, mi sono mancati i miei amici lontani, ho voluto Nicoletta e le nostre coperte con le margheritine pronte lì per salvarci con il loro abbraccio-mantello, come una carezza lanosa.
Nel luglio 2001, nella scuola Armando Diaz, a Genova, si temeva la cospicua presenza dei Black Bloc, gruppo anarchico insurrezionale il cui obbiettivo primario è la protesta attraverso la distruzione pressoché vandalica dei luoghi di mobilitazione sociale in cui si infiltrano, condita da una massiccia dose di volontà nel creare disordine e di impeto agli scontri con le forze dell’ordine.
Il caso Diaz viene ricordato poiché il solo supporre azioni aggressive è stato di per sé deterrente sufficiente a motivare e giustificare l’aggressività inaudita delle forme di repressione.
Non bisognerebbe dimenticare: la corruzione della mente a volte sa essere molto più prepotente di quella del cuore. L’impeto e l’animosità con cui viene messa in atto si scatena da rabbia e frustrazione ma ancor più dall’ignoranza, che è una delle peggiori nemiche della nostra società, pur detta (ad onor del vero e con una certa arroganza) “società dell’informazione”.
Episodi di questo o quel genere sono sulle cronache internazionali ormai all’ordine del giorno che è quasi superfluo e banale citarne i casi; ne siamo assuefatti ed è talmente entrato nella “norma” che non ne vogliamo neanche più saper nulla. Sono convinta che le giovani generazioni che si (auto) definiscono moderne, eclettiche, cosmopolite e figlie del mondo globalizzato, possano ancora svegliarsi un bel mattino di aprile e sorridere alla vita, quella priva di violenza.

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martedì 4 Agosto 2020