Quel dipinto astratto coreano

Quel dipinto astratto coreano

Come può uno Stato piccolo e fra i più poveri del mondo minacciare di distruggere la capitale dell’omonimo meridionale e per di più amico di Washington?
Con quali strumenti la Corea del Nord può mettersi contro la potenza americana annunciandolo altresì al main streaming mondiale?

Un angolo di mondo enigmatico, conteso da anni, dove le partite diplomatiche sono prive di risultati rassicuranti. Un luogo di cui si conosce il limite oltre il quale non si può avanzare nella scoperta e non cosa realmente accade oltre quel confine politico. Da un anno la partita diplomatica si sta inasprendo a forza di promesse non mantenute, svegliando persino il sonno del paziente alleato cinese, da cui dipende economicamente.

Scrivere di cronaca significa altresì saper leggere la storia recente. Vale la pena quindi snocciolare qualche passaggio: nel 1945 l’occupazione nipponica della Corea volse al termine e dopo la divisione Nord-Sud a settentrione nacque un Paese filo-sovietico. I russi alleati decisero che Kim-II Sung doveva guidare il popolo.
L’approccio filo-sovietico fu di breve durata, benché di supporto e tutt’oggi vicina al cuore nordico coreano, l’anima russa fu solo un’amante passeggera. L’amore vero sposò l’ideologia – unica nel suo genere – dell’autosufficienza Juche, affiancata negli anni da una forte militarizzazione. Da allora la successione al potere narra di una trilogia di autocrati Kim, oggi arrivata al capitolo del nipote, il “brillante compagno” Kim-Jong Un.
Il giovane comandante non è totalmente pazzo ed è improbabile che in poche settimane si debba ristampare ogni mappamondo con altri e diversi confini. La Corea che si sta presentando dovrebbe far riflettere su di noi. Corea specchio, Corea laboratorio di rappresentazioni, Corea che ci mette dinanzi al nostro limite di leggere la realtà di fronte ad una minaccia globale.

Perché farsi assalire dalla paura di Corea quando siamo i primi a non sapere di cosa si sta realmente parlando? Questa o quella Corea descritta e da pochi narrata è reale, è nostra immaginazione o semplicemente un immaginario che alimenta paure in cui noi ci riconosciamo?
Con il termine Juche (주체 사상 /tɕutɕʰe/, simile a Giu-ce) si indica l’ideologia ufficiale della Repubblica Popolare Democratica di Corea, nonché il sistema politico su cui si basa. Significa letteralmente “corrente principale” o “corrente tradizionale”, ma viene spesso reso come “autosufficienza”.

Attualità
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mercoledì 4 ottobre 2017