Lettera a un amico in quarantena – Maria Liana Dinacci

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Ciao caro,

ti scrivo da casa, come immaginerai. Quando qualche anno fa l’ho scelta era già bella, ma non immaginavo certo che sarei riuscita a tenerla così pulita e ordinata! Oramai non saprei più cosa mettere a posto. Mi è andata bene comunque, avere un piccolo giardino è una manna dal cielo per respirare un po’ d’aria fresca senza il timore che i vicini mi denuncino come succede ultimamente a chi si arrischia a portare fuori il cane o i figli. Mi stupisce molto (in negativo) vedere queste dinamiche in atto. Siamo passati in quattro e quattr’otto dagli aperitivi in barba al virus a stare alla finestra pronti a insultare chi passa per strada in nome della Patria. Creature strambe siamo, non c’è che dire, soprattutto quando abbiamo paura.

Ma torniamo a noi…

In questi giorni ti penso spesso. Ci siamo sentiti qualche giorno fa al telefono ed eri piuttosto giù. Sei anche tu recluso da settimane e sono un po’ preoccupata. Temo che in questo isolamento forzato i dubbi e gli irrisolti che tutti abbiamo, e anche i tuoi, possano ingigantirsi fino a diventare a tratti troppo pesanti. Non sai quanto mi dispiace immaginarti lì in casa a fronteggiare da solo le bordate dei brutti pensieri o delle tristezze, sempre mischiati al senso di disastro imminente riproposto da tv, social e giornali.

Ci siamo detti che potremmo approfittare di questo tempo di quarantena per scrivere delle lettere alle persone care. Non lo facciamo quasi mai, ma scrivere una lettera può farci sentire vicini più di mille messaggini destinati a smarrirsi nella memoria del telefono. Una lettera resta. Ecco perché ti sto scrivendo in contropiede, senza aspettare che lo faccia tu. Ma per dirti esattamente che cosa?

Non ho istruzioni rapide per risolvere gli irrisolti, né tuoi né miei. Non ho strategie infallibili per rendere questa “vita sospesa” più leggera. Non sono capace di parole che facciano dimenticare la gravità della situazione che stiamo vivendo, con tutte le sue conseguenze. Non ho nemmeno più la certezza che tutto questo ci renderà migliori. Ma ti voglio bene e, questo sì, oggi voglio approfittare per ricordartelo, promettendo di consegnarti di persona questa lettera sconclusionata non appena potrò accompagnarla con un vero lungo abbraccio. Non so se potrà esserti in qualche modo di aiuto, ma te lo scrivo perché resti nero su bianco, con la speranza ardente che la fatica che stai facendo, che stiamo facendo, sia presto spazzata via dal pieno ritorno alla vita. Allora potremo provare ad affrontare gli irrisolti in condizioni normali, magari seduti insieme a chiacchiere sotto un bel sole di primavera.

Per ora posso solo mandarti un grande abbraccio virtuale.

ML

PS. Scrivimi anche tu se ti va!

 

Attualità

I vostri commenti all'articolo

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  1. Maria Liana

    Ciao Laura, hai ragione! Rileggere certe “conversazioni” del passato è emozionante e non ci rimette in contatto con chi eravamo. Io oramai ci ho preso guasto e voglio riprendere l’abitudine alle lettere, anche perché in questo momento possono avere un valore di “vicinanza” con gli altri ancora più speciale. Chissà con che emozioni potremo rileggere tra tanti anni le lettere scritte oggi…

  2. Laura Cima

    Scrivi qui il tuo commento…Sono.una molto over trenta, cresciuta a lettere, ne ho una collezione. Recentemente le ho rilette per decidere che debbo tenere e che buttare visto che trasloco. Che emozioni e che ricordi.Fatelo, scrivete e conservate. Troverete un io passato di cui avrete perso memoria!

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lunedì 1 Giugno 2020