La ricerca della felicità

A colloquio col Dalai Lama in cerca di risposte

La ricerca della felicità

Più di tremila persone sono accorse l’11 aprile 2013 a Trento per assistere al discorso di Tenzin Gyatso, il XIV Dalai Lama, la maggiore autorità religiosa del buddhismo tibetano.
L’incontro verteva sulla ricerca della felicità in tempi difficili, come quelli che stiamo vivendo; sembra assurdo che a svelare la ricetta sia un uomo in esilio da anni e costretto ad assistere impotente di fronte ai suoi connazionali che si danno fuoco per protesta.

Dal 1959, anno dell’invasione del Tibet da parte della Repubblica Popolare Cinese e della conseguente fuga del Lama e della sua corte in India, il Dalai Lama è impegnato a supportare la resistenza nonviolenta nel Paese delle Nevi e a far conoscere al mondo intero la situazione drammatica che vive il popolo tibetano, minacciato dalla volontà del Governo cinese di renderlo parte integrante della Cina e di cancellare la sua peculiare cultura. Dal 2011 egli non è più capo del Governo tibetano in esilio, dopo le sue dimissioni a favore di un candidato eletto dal popolo.
Compassione, dialogo, rispetto, conoscenza e consapevolezza: questi gli ingredienti per vivere una vita serena e lontana dalle emozioni negative che influiscono anche sulla salute fisica. Sua Santità ha riferito di alcuni esperimenti scientifici che dimostrano che un training meditativo sull’amore e sulla compassione rende non solo meno stressati, ma anche fisicamente più sani.

L‘Oceano di Saggezza (questa la traduzione della sua carica) spera in un cambiamento, in un mondo meno consumista e più attento ai bisogni degli altri; e che, dopo tutti i conflitti e il sangue versato nel secolo precedente, questo venga ricordato come il secolo del dialogo. Tutto è nelle mani dei giovani e anche lui, ormai anziano, dice di non poter fare più molto se non raccontare la sua esperienza e promuovere la causa del suo paese, nel tentativo di fermare l’ondata di auto-immolazioni che finora ha ucciso ben novanta tibetani.

In questa situazione così drammatica colpisce la serenità di questo anziano signore e il suo messaggio che mira a migliorare il mondo intero e la nostra vita con delle formule semplici e all’apparenza banali; chissà che la felicità non stia proprio là. Tashi delek! (formula tibetana di augurio e saluto).

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sabato 29 aprile 2017