La memoria che divide

A 100 anni dall'attentato resta controversa la figura del giovane Gavrilo Princip

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Sono passati 100 anni dagli spari che il 28 giugno 1914 stroncarono a Sarajevo la vita dell’erede al trono d’Austria, Francesco Ferdinando e scatenarono il conflitto che conosciamo come Prima Guerra Mondiale. La figura di Gavrilo Princip, giovanissimo attentatore proveniente dalle fila degli irredentisti-nazionalisti serbi, continua però a suscitare passioni contrastanti, segno di un passato che fatica a chiudersi. Così, mentre nella capitale bosniaca delegazioni provenienti da tutta Europa a giugno ricordavano l’anniversario con un concerto dell’Orchestra Filarmonica di Vienna, la comunità serba della Repubblica federale boicottava le iniziative e organizza una contro-cerimonia per onorare la memoria di Princip.
Terrorista nazionalista per gli uni, patriota della lotta all’oppressore austro-ungarico per gli altri. Da una parte venerato come un patriota da coloro che vedevano nella Serbia il “Piemonte jugoslavo”, matrice di unità e benessere per gli slavi del sud Europa; dall’altra vilipeso e profanato da chi lo considera il progenitore dell’ultranazionalismo serbo. Di certo fu del giovane Gavrilo la mano che scoprì in Europa il vaso di Pandora dei nazionalismi. La follia delle piccole patrie investì l’Europa per tutto il XX secolo, prima con i due conflitti mondiali, poi con la guerra che incendiò i Balcani negli anni ’90.
Il corpo dell’irredentista serbo riposa oggi a Ciglane, un sobborgo della capitale bosniaca. Troppo giovane per essere messo a morte (aveva solo 19 anni al momento dell’attentato), venne incarcerato a Theresienstadt, in Repubblica Ceca, dove spirò nel giro di pochi anni per gli stenti e la tubercolosi. Al termine del conflitto, dopo il tracollo dell’impero di Vienna, le sue spoglie furono trasportate a Sarajevo. Qui il neocostituito Regno di Jugoslavia tributò a Princip gli onori dovuti a un eroe nazionale.
Da quel momento la fama e la gloria del celebre serbo verranno a saldarsi indissolubilmente con il destino del martoriato territorio dei Balcani.
Nella figura di Gavrilo si riflettono i drammi dell’intero continente europeo, lacerato per oltre un secolo dai nazionalismi contrapposti. Ma la tragedia di Princip rivive ancora oggi nel presente di una terra, i Balcani, che nel segno dell’Europa cercano di avvicinarsi, ma che i lutti ancora troppo recenti tengono ancorata a un passato di dolore.

 

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giovedì 5 ottobre 2017