La comunicazione che aiuta ad emigrare

Oggi è più semplice emigrare e lo è anche per la facilità di comunicazione, che rende semplice rivedere i genitori, gli amici ed i parenti lasciati nel proprio paese attraverso Skype, ad esempio.

Se pensiamo ai tempi in cui i nostri bisnonni o trisnonni hanno attraversato l’oceano per raggiungere il Nuovo Mondo, ci rendiamo conto che loro non potevano avere “notizie fresche” sui propri cari.
I tempi di comunicazione erano molto lenti, le lettere ci mettevano giorni e settimane per giungere oltreoceano. Se li si potevano vedere, ciò avveniva solo in foto e non c’era certo quell’immediatezza che vi è negli anni 2000.

migrazione e comunicazione

Di questi tempi, quando si è lontani e si sente il bisogno di sentire la propria mamma, basta prendere il telefonino e sfiorare appena il suo numero in rubrica.
Sarà per questo che molti giovani di oggi colgono l’opportunità di studiare e specializzarsi all’estero o scelgono di lavorare in un altro stato europeo o addirittura in un altro continente?

Anche il ritorno a casa è più semplice, gli aerei ci consentono di impiegare poche ore per raggiungere mete a volte lontanissime e quindi di tanto in tanto, quando la nostalgia si fa sentire, basta cercare un volo low cost su internet per raggiungere e riabbracciare nuovamente famigliari ed amici.

E poi dall’estero si possono inviare a parenti ed amici cartoline virtuali, immagini scattate con lo smartphone, che rendono partecipi i nostri cari della nostra “nuova vita”.
Anche i social network ci aiutano a mantenere i rapporti con quelle che sono le nostre radici, in un altro paese. La comunicazione aiuta a mantenere viva anche la lingua madre, che potrebbe disperdesi nella mente, con l’uso massiccio, intensivo e quotidiano di una lingua, che non è la nostra.

Emigrare non è mai una scelta semplice, e la comunicazione forse inizialmente appare difficile, soprattutto nel nuovo paese. Pur conoscendo la lingua, non è semplice adattarsi a parlarla correntemente e a volte può risultare difficile comprendere tutto. Due piatti quindi della bilancia, una facilitazione nella gestione dei contatti con coloro che lasciamo quando partiamo e la difficoltà, quanto meno iniziale, di instaurare nuovi rapporti con coloro che ci circondano nel nuovo paese. Una diversa lingua di comunicazione, ma anche usanze e abitudini differenti che è necessario assimilare per vivere al meglio nella nuova comunità.

Tutto sta nel fare una scelta, valutando i pesi e le misure, considerando che la necessità di comunicare è una delle più importanti per l’umanità, quella che la contraddistingue nel suo essere, che ne fa un’entità sociale in qualsiasi paese ci si trovi a scegliere di vivere.

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lunedì 19 novembre 2018