Inquinamento dell’agricoltura in Trentino

Questo articolo fa parte del laboratorio Scrittori di classe

Fin dall’antichità l’uomo è stato consapevole che il nostro pianeta offre un’immensità di risorse grazie alle quali possiamo sopravvivere. Tuttavia a partire dal XIX secolo, quando ebbe inizio la rivoluzione industriale e lo sfruttamento incontrollato delle risorse, nacquero i primi problemi ambientali. Oggi sentiamo parlare di piogge acide, effetto serra, buco nell’ozono: tutti questi problemi stanno aumentando a causa di vari agenti inquinanti usati inconsciamente senza pensare alle conseguenze negative sull’ambiente, ma solo al ritorno economico.

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Tra i principali problemi ambientali figura l’inquinamento agricolo, situato al decimo posto dopo l’avvelenamento da piombo, dove pesticidi, concimi non trattati e fertilizzanti chimici rilasciati nel terreno penetrano e arrivano fino alle falde acquifere, riversandosi poi in fiumi, laghi e mari. Successivamente l’acqua viene bevuta dagli animali negli allevamenti e da quelli selvatici, entrando così nella nostra catena alimentare. Inoltre questi agenti inquinanti aumentano il fenomeno dell’eutrofizzazione, ovvero favoriscono la proliferazione di biomassa vegetale e alghe che vanno a creare delle zone morte nell’acqua eliminando l’ossigeno presente.

L’Italia con le sue 175.000 tonnellate annue è tra i paesi che impiega più pesticidi sul proprio territorio, specialmente in Trentino Alto-Adige, con un valore nel 2013 di circa 43 kg per ettaro, molto superiore alla media italiana di circa 6 kg per ettaro.

In Trentino la coltura presente in maggior quantità è il melo, oltre il 70% della produzione nazionale, il quale subisce circa 40 trattamenti annui con i pesticidi. Questo albero da frutto viene coltivato in Piana Rotaliana, Val d’Adige, Valsugana, ma soprattutto in Val di Non, famosa in tutto il mondo per le sue mele, con 6.500 ettari coltivati e un inquinamento estremamente elevato, tale da farle meritare il nome di “valle dei veleni”. Il considerevole livello di inquinamento incrementa la probabilità di ammalarsi di tumore ai polmoni, pancreas, colon, cervello e di contrarre melanomi. Inoltre nei pressi di Cles sono stati trovati dei pesticidi proibiti da anni, come Carbaril, Terbutrina e Clorpirofos Etil, che non vengono sostituiti per via della maggiore protezione che garantiscono al prodotto. Protezione non ottenibile con le nuove sostanze introdotte che sono meno dannose per l’ambiente e per l’uomo. In aggiunta, alcuni corsi d’acqua superano da molti anni consecutivi il limite di contaminazione e di concentrazione dei pesticidi stabilito dall’Unione Europea.

La Svizzera il 29 maggio 2018 deciderà se abolire l’uso dei pesticidi nel proprio territorio, passo importante per la salvaguardia dell’ambiente. Anche la popolazione Trentina si sta muovendo in questa direzione con delle petizioni online sul sito change.org, dove si cerca di promuovere uno sviluppo agricolo sostenibile.

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mercoledì 4 ottobre 2017