Il Premio Nobel per la Pace unisce Pakistan e India

Malala Yousafzai e Kailash Satyarthi

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L’edizione 2014 del Premio Nobel per la Pace potrebbe avvicinare India e Pakistan, Paesi storicamente divisi dal conflitto per il controllo della zona del Kashmir. Dal 1947 i due Stati dell’Asia meridionale, entrambi potenze nucleari, si contendono la supremazia sulla regione di confine. Una situazione di tensione costante, sfociata sovente in guerra aperta.

Il prestigioso riconoscimento quest’anno è andato infatti a Kailash Satyarthi, attivista indiano dei diritti dei bambini e a Malala Yousafzai, ragazza pakistana di 17 anni vittima nel 2012 di un attentato per il suo impegno a favore dell’istruzione femminile.

Il Comitato del Nobel Institute di Oslo ha voluto da una parte accendere i riflettori su coloro che ogni giorno lottano nel mondo per i diritti dei più giovani, dall’altra favorire un dialogo fra due popoli da decenni in conflitto. «I bambini – recita il comunicato che spiega le motivazioni del premio – devono poter andare a scuola e non essere sfruttati per denaro. Nei Paesi più poveri del mondo, il 60% della popolazione ha meno di 25 anni d’età. È un prerequisito per lo sviluppo pacifico del mondo che i diritti dei bambini e dei giovani vengano rispettati».

Malala è la 46° donna a ricevere un Premio Nobel, ma soprattutto è in assoluto la più giovane vincitrice. Il suo impegno a favore del diritto all’istruzione delle donne ha scatenato contro di lei il risentimento dei fondamentalisti talebani. Nel 2012 un commando di terroristi saliva a bordo dello scuolabus su cui si trovava ferendola gravemente. Da quel momento vive sotto protezione a Birmingham, in Gran Bretagna, senza mai interrompere il suo impegno per la scolarizzazione e l’educazione.

Kailash Satyarthi, indiano, 60 anni, è invece impegnato dal 1990 nella lotta contro il lavoro minorile. Dopo avere insegnato alcuni anni come maestro a Bhopal, ha fondato l’organizzazione Bachpan Bachao Andolan, con la quale ha aiutato oltre 80.000 bambini ad affrancarsi da varie forme di schiavitù, favorendo la loro formazione e integrazione.

Satyrthi ha espresso il desiderio di poter lavorare presto assieme a Malala sulle tematiche dello sfruttamento minorile e dell’educazione. E la giovane Malala ha rivolto un appello ai Capi di Governo indiano e pakistano, perché siano entrambi presenti il prossimo 10 dicembre a Oslo alla cerimonia di consegna dei Premi Nobel.

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mercoledì 4 ottobre 2017