Cosa ci siamo persi?

Dopo il letargo, il risveglio.

Dopo alcuni mesi di silenzio, torna UnderTrenta.
Pausa di riflessione? No, chiamiamo questo prolungato oblio con il suo vero nome: letargo invernale. Apriamo dunque gli occhi e usciamo dalla tana.
Piove. Beh, almeno non nevica, è un buon segno. Doccia, colazione abbondante, uno sguardo nostalgico al letto, e via, si riparte veramente.

Accendiamo la televisione: la De Filippi. Cambiamo canale. La nuova stagione di Game of Thrones è già al quarto episodio. Eh sì, era proprio ora di uscire dal letargo. Subito dopo inizia il telegiornale, e insieme a questo, il nostro disappunto. L’universo fatato del nostro lungo sonno viene spazzato via d’un colpo riportandoci nel mondo reale, il mondo in cui il Tg parla di un nuovo naufragio sulla rotta di Lampedusa. Spegniamo.

Decidiamo di venire a patti con questo brutto universo in maniera meno brusca, e andiamo a parlare con quell’amico lì, quello che dei giornali legge solo le civette, e che quindi è la persona ideale per ragguagliarci su quanto accaduto negli ultimi mesi. Gli chiediamo di alternare belle e brutte notizie, così da addolcire la pillola. Lui, allora, comincia col dire che «la spiaggia dell’Isola dei Conigli, teatro del drammatico naufragio di ottobre, è stata incoronata da TripAdvisor come la migliore spiaggia europea». A una notizia così, uno può pensare che i barconi della morte siano solo un orrore del passato. Ma invece l’amico continua dicendo che «i morti in mare sono tutt’altro che un brutto ricordo», e che «Lampedusa è nuovamente sulle prime pagine dei giornali». Cerchiamo allora di buttare il discorso su qualcosa di più leggero: lo sport. «Dimmi delle tanto attese Olimpiadi di Sochi, è andato tutto bene?». E lui «Sì, alla fine tutto è filato più o meno liscio, fatta eccezione per Vladimir Luxuria». Ci racconta persino di un abbraccio tra Putin e una pattinatrice gay. Ma poi ci dice che Putin, finite le Olimpiadi, ha deciso di iniziare un nuovo gioco, modalità Risiko, in Crimea. Su queste parole sospettiamo di esserci svegliati in piena Guerra Fredda, altro che primavera.

Il nostro confronto continua ancora per un po’, ma l’amico inizia ad arrancare, sprofondando in una grigia foschia, dove le buone notizie si confondono con le cattive. Ci parla di un Cavaliere giudicato colpevole e quindi decaduto, ma non riesce a spiegarci in cosa consiste la sua pena, o forse siamo noi a non capire; cita poi una Grande Bellezza senza più risorse, e qui si ricollega ad un’ottantina di euro di cui forse sarebbe meglio fare a meno. Insomma, lui continua a parlare in queste tonalità di grigio, ma noi capiamo sempre meno: tutto è stravolto, ma nulla è cambiato. Ma forse le civette del nostro amico non bastano: i fatti bisogna leggerli, rileggerli, parlarne, discuterne, a volte litigarci sopra. Ecco perché vale la pena uscire dal letargo.

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mercoledì 3 maggio 2017