Discariche in fiamme

Questo articolo fa parte del laboratorio Scrittori di classe

 

Sono ormai davvero tanti i casi di discariche a fuoco negli ultimi mesi, incendi che divampano sempre e purtroppo per mano di qualcuno, come riportato dal Sole 24 Ore, se ne contano circa 260 negli ultimi due anni e il numero continua a salire.

Qualcuno potrebbe pensare che si tratti di una pratica esclusivamente del sud Italia, luogo costantemente nel mirino dei media in materia di rifiuti, ma ahimè i dati ci mostrano un quadro differente da ciò che crediamo, circa il 50% dei roghi, come confermato da un articolo sul quotidiano La Stampa, è appiccato al nord. La Lombardia è la regione più colpita, basti pensare ai roghi ai centri Bedizzole e Calcinato in provincia di Brescia. Ancor più recente però è il rogo divampato agli inizi di marzo in Emilia Romagna, precisamente al centro di recupero di Modena di via Caruso al quale io stesso, passando in zona ho avuto modo di scorgere la colonna di fumo nero e denso visibile per 10 km dal punto di innesco.

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Le fiamme hanno bruciato per l’intera notte, ma come spesso viene riferito, anche questa volta a bruciare non sono stati rifiuti pericolosi, bensì solo ingombranti. Certo, è sicuramente più rassicurante rispetto a un incendio divampato in una discarica di rifiuti pericolosi ma si è pur sempre trattato di un rogo divampato in un centro di smaltimento rifiuti e la nube nera non era certo aria fresca di montagna.

La notizia agli abitanti della zona è arrivata qualche ora dopo sul Tg regionale, in modo alquanto superficiale, è stato solamente annunciato il fatto spiegando che a bruciare erano probabilmente rifiuti ingombranti e che non vi erano rifiuti pericolosi nel rogo.

Notizie più certe sono arrivate soltanto due giorni dopo, le analisi dell’aria presentavano quantità di diossine molto superiori alla media, ma è stato affermato che le suddette quantità non dovrebbero provocare danni permanenti alla salute. Voglio proprio soffermarmi sul termine condizionale “dovrebbero”, che sta a segnalare come, dopo due giorni di esposizione degli abitanti agli inquinanti, non si sa ancora se tutto ciò abbia provocato danni alla loro salute*.

A mio parere ciò che è davvero assurdo è che in tutti questi casi di incendi nelle discariche i cittadini abbiano lasciato correre o quasi.
Gli abitanti continuano la loro vita immersa nei propri pensieri, ma sono proprio loro, o meglio siamo proprio noi a farne le spese, a pagare le conseguenze di questi crimini ambientali che intossicano il nostro pianeta, che inquinano l’aria che entra nei nostri polmoni e in quella dei nostri figli.

È ora di dire basta, alziamoci in piedi, fermiamo chi intossica le nostre vite!
* Le suddette informazioni sono state riportate sul notiziario della radio locale “Radio Bruno”.

Attualità, Scrittori di classe
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lunedì 22 luglio 2019