Viaggio nella subcultura gabber

Si dice che il termine “gabber” derivi dalla parola yiddish khaver, cioè amico. Nata alla fine degli anni ‘80, la musica hardcore si diffuse a vista d’occhio in Olanda, Belgio e Germania. Possiamo considerare uno dei padri della musica hardcore il dj Marc Arcadipane, che pubblicò la sua prima traccia dal titolo We have arrived. Un altro precursore importante di questo genere ha il nome di Paul Elstak, dj olandese: in un momento di forte rivalità tra i primi gabbers (originariamente gli hooligans di Rotterdam) e i clubber di Amsterdam, incise il brano Amsterdam, Waar lech dat dan? (Amsterdam, dove sta?), che diventò un vero e proprio inno per coloro che ascoltavano questo genere musicale. La gabber tutt’ora mantiene uno stile distintivo. I veri gabber old school, come nei primi anni ‘90, indossano principalmente polo e tute firmate Australian, scarpe Nike Air Max, bomber e cappellini. Un segno di riconoscimento è anche la rasatura dei capelli, completa per i ragazzi, e solo ai lati per le ragazze. La hakken, il ballo dei gabber, pretende appunto comodità, per il semplice fatto che ballare numerose ore ad un ritmo tra i 160 e 220 bpm vestiti in maniera diversa risulterebbe fastidioso. gabber-resurrects-in-paris-body-image-1409785348 Spesso i gabber vengono purtroppo associati ad ideologie politiche razziste, forse a causa delle loro teste rasate o a immagini negative a loro collegate, quali l’uso di sostanze stupefacenti o episodi di violenza. Ma in realtà le loro idee politiche non hanno mai influenzato la musica e le feste hardcore. Purtroppo, però, questa ostilità dei media portò a una loro quasi “estinzione”. Ciononostante, la cultura gabber è ancora presente nella cultura giovanile di oggi, anche se con diverse sfaccettature, sia musicali che stilistiche. L’Hardcore ha diversi sottogeneri, quali la old school, mainstyle, frenchcore, uptempo, industrial e tanti altri. I sottogeneri più recenti hanno portato ad un’evoluzione di stile e di ballo: i freestyler, per esempio, esibiscono un look più evoluto e alternativo rispetto ai veterani della old school, ed hanno a loro volta un modo diverso di ballare. 82d063f1405d3767a6af1847ce1d2810 Metto in risalto inoltre due discoteche italiane che accolgono e danno la possibilità agli amanti del genere di poter partecipare a diversi eventi, il “Number One” a Corte Franca e il “Florida” a Ghedi, che organizzano numerose serate, attirando persone da ogni parte d’Italia e nord Europa. Ogni anno, soprattutto nel nord Europa, vengono organizzati festival che accolgono una miriade di amanti della musica Hardcore. Cito I più famosi: Dominator, Thunderdome, Harmony of Hardcore, Defqon 1, Masters of Hardcore. Di fronte a tutti questi eventi, e nonostante siano passati tanti anni dalla nascita di questo genere musicale, sembra essere vera la frase popolare tra i gabber “Hardcore will never die“.

Approfondimenti, Scrittori di classe
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lunedì 27 agosto 2018