Uomini che impersonano le donne

“Mettiti nei miei panni!”. Quale donna non ha mai urlato questa frase al marito o fidanzato, sentendosi rispondere con circostanziali “ci proverò” o deboli “fallo anche tu”.
Eléonore Pourriat, regista e attrice francese, ha deciso di mettere davvero un uomo nei panni di una donna; non travestendolo con gonna e tacchi ma con la sensibilità femminina, non catapultandolo in un salone di bellezza ma in un mondo culturalmente invertito. Nel cortometraggio Majorité Opprimée donne a torso scoperto corrono baldanzose o camminano sole per strada di notte, senza temere aggressioni maschili. Di contro, è l’uomo a occuparsi dei bambini, a portare il velo, a subire allusioni sessuali e violenze a causa degli shorts o perché è così che va – “Forte contro debole”, e a nessuna sembra importi realmente di risolvere la situazione.
Tutti gli uomini dovrebbero guardare questo video, perché le sue immagini di impatto, con i dialoghi ristretti al necessario – parole che ogni donna si è sentita dire almeno una volta – colpiscono più dei discorsi infarciti di belle bugie, che spesso ci propinano i politici per risolvere i problemi. Tutte le donne dovrebbero vedere il corto perché, oltre all’amarezza iniziale che lascerà nel cuore, aprirà loro gli occhi sia sul mondo globale che su quello privato.

Ciò che rende il video ancora più drammatico è forse un senso di accettazione sottile, che aleggia per i 10 minuti del film senza mai mostrarsi direttamente, come se ogni donna (quindi gli uomini, nella realtà) sapesse benissimo che il problema esiste, comprendesse la sua gravità, ma lo eludesse perché, in fondo, le fa comodo così. Viene da pensare che c’è ancora moltissimo da fare per le identità di genere: togliere il marcio, sottolineare gli aspetti positivi di femmine e maschi, progredire dal punto di vista culturale innanzitutto, perché ancora oggi la carta identitaria di una donna non è uguale a quella di un uomo. Cambiare la società è un lungo e tortuoso percorso, ma iniziare nel nostro piccolo è un diritto e un dovere per chi sente che qualcosa non va. Chi capisce il significato profondo di Majorité Opprimée non dovrebbe mai dimenticarlo né smettere di battersi per il rispetto delle donne. L’obbiettivo non è capovolgere i soprusi, ma farli cessare.

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giovedì 27 aprile 2017