Parenti serpenti

Scaduto l’ultimatum presentato pochi giorni prima sull’onda dell’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando, il 28 luglio 1914 l’Austria-Ungheria dichiarava guerra alla Serbia.

La Russia, competitor diretto dell’impero asburgico in Europa sud-orientale, prese subito le parti del piccolo alleato balcanico, dichiarando il giorno successivo la mobilitazione dell’esercito. Nonostante gli sforzi di alcune personalità per evitare che la situazione precipitasse, il dado era ormai tratto ed entrarono rapidamente in gioco le alleanze contrapposte che erano state strette negli anni precedenti.

La Germania, che era legata fin dal 1879 all’Austria-Ungheria da un’alleanza difensiva e che aveva concesso pochi giorni prima il famoso “assegno in bianco”, il 31 luglio inoltrò un ultimatum alla Russia affinché interrompesse la mobilitazione. Nello stesso giorno il kaiser fece consegnare un ultimatum anche alla Francia, rivale storica dell’impero tedesco ed alleata dello zar.

Cadute nel vuoto le sue minacce, il 4 agosto 1914 la Germania attaccò il Belgio con l’obiettivo di invadere in pochi giorni la Francia passando dal nord, dove le sue difese avrebbero dovuto essere più fragili. Di fronte alla violazione della neutralità permanente del Belgio, garantita da tutte le potenze fin dal 1831, anche la Gran Bretagna si convinse a dichiarare guerra agli imperi centrali. Iniziava così il conflitto più sanguinoso che l’umanità avesse mai visto fino ad allora. Il tempo della diplomazia era finito, la parola passava ai cannoni.

È quanto meno curioso pensare che i capi di Stato e i reali che trascinarono i propri Paesi nel primo conflitto mondiale (o perlomeno non lo impedirono) si conoscevano bene o erano addirittura parenti. Ad esempio, nella foto “di famiglia” scattata nel 1910 posano alcuni re riunitisi in Gran Bretagna per i funerali di Edoardo VII. Tra questi spiccano i cugini Guglielmo II di Germania (quarto in piedi da sinistra) e Giorgio V di Gran Bretagna (seduto al centro).

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L’arciduca austriaco Francesco Ferdinando e sua moglie, la contessa Chotek, a Sarajevo il 28 giugno 1914, poco prima del loro assassinio.

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L’arresto di uno degli attentatori, probabilmente Gavrilo Princip.

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mercoledì 21 febbraio 2018