Morale e coscienza…

... a intermittenza

Morale e coscienza…

Fin dal giorno uno ci impartiscono la lezioncina sul rispetto reciproco e la pacifica convivenza. Bambini ammorbati da mamme, insegnanti e babysitter che, in coro, li invitano a non prevaricare su chi è più debole e li esortano a non fare agli altri ciò che non vogliono venga fatto a loro; maestranze di psicologi e pedagoghi forniscono spiegazioni circa gli atteggiamenti di protesta e di insubordinazione messi in atto da questi ribelli e spregiudicati giovani.

Alla fine, molti di questi bimbi, approdati nel frattempo nell’età adulta, vengono efficacemente introdotti in quel sapiente assetto virtuoso che è la nostra civiltà odierna, diventando ottimi cittadini. Insomma, osservano i segnali stradali, pagano le tasse e rispettano la legge. Altri individui, invece, inspiegabilmente, quel senso di responsabilità non riescono a svilupparlo. Altrimenti, la cronaca non sarebbe infarcita di avvistamenti riguardanti presunti accattoni alla guida di Ferrari; furbi e scattanti “non vedenti” che, nell’affrontare dribbling ubriacanti in mezzo al traffico, esibiscono una disinvoltura inverosimile; timorosi negozianti col terrore che lo scontrino fiscale possa rivelarsi veicolo di orridi malefici.

Tutte particolarità che mi hanno sempre affascinato e alle quali se ne aggiunge una tanto in voga negli ultimi tempi, e che ne è subdolamente intrecciata. Già dal 1957 in Italia vige una legge, il d.P.R. 361/1957, rimasta ampiamente inapplicata, secondo la quale coloro che risultano vincolati con lo Stato per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica “sarebbero” ineleggibili. A parecchi Paesi del mondo appare sensazionale che in uno Stato democratico come l’Italia possa essersi manifestata a lungo una condizione così ambigua.

Se è vero che il buon esempio è molto più significativo ed impattante di qualsiasi spot antievasione e campagna pubblicitaria inneggiante la legalità, come si può pretendere che i figli di un padre sbadato, che predica bene e razzola male, che non ambisce, in primo luogo, ad assurgere al ruolo di “demiurgo irreprensibile di coerenza”, crescano rispettosi delle regole? Con il culto della legalità?

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lunedì 7 agosto 2017