L’ineffabile potenza delle fragranze

L'attenzione da parte degli scienziati

L’ineffabile potenza delle fragranze

Alle origini offerti alle divinità, usati nei riti funebri o a contrastare i miasmi, i profumi sono stati poi introdotti nella cura del corpo.
L’ineffabile potenza delle fragranze coinvolge in un turbine di stimoli emotivi che ne fanno un’esperienza a tutto tondo che va oltre il mero prodotto cosmetico per completare il look.
Ciò è tanto più vero quando un profumo è anche ricerca di esclusività, nella creazione di un bouquet originale che sappia cogliere le sfaccettature della personalità di chi vi si riconosce e lo indossa.
In grado di creare una firma olfattiva personale, alcune fragranze si diffondono in maniera particolarmente intensa quando vengono spruzzate sulla pelle altre invece risultano più piacevoli sui tessuti, dove le molecole si scaldano meno e le note hanno il tempo di volare via con lentezza.
Altrettanto varia da persona a persona è la percezione degli odori: sia della qualità che dell’intensità.

Già nel 1914 lo scienziato Alexander Graham Bell famoso per i suoi studi sulla trasmissione del suono, occupandosi anche della percezione degli odori, scriveva: «Avete mai misurato un odore? Potete dire se un odore è due volte più forte di un altro? Si può misurare la differenza tra un tipo di odore ed un altro? È molto chiaro che abbiamo molti diversi tipi di odori, tutta la strada dal profumo di viole e rose fino a allo sgradevole odore dell’asafetida. Ma fino a quando non si può misurare la loro somiglianza e differenza, non si può avere nessuna scienza dell’odore. Se siete ambiziosi di trovare una nuova scienza, misurate un odore».

I primi tentativi hanno cercato di sviluppare in termini scientifici “l’analisi sensoriale”, attraverso i cosiddetti panel-test, ossia valutazioni d’èquipe, con l’obiettivo di superare la soggettività individuale della percezione attraverso dei punteggi mediati tra i componenti.

Con l’affinarsi delle tecnologie bio-chimico-fisico-informatiche, la ricerca si indirizza verso sistemi di imitazione del naso umano: il naso elettronico.
Uno di questi dispositivi di analisi nacque nel 1995 dal lavoro di un gruppo di giovani ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Elettronica dell’Università di Tor Vergata, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze e tecnologie chimiche; è in grado di sentire e riconoscere gli odori percepibili e non dall’olfatto umano creando una “mappatura olfattiva”. Attualmente utilizzato in campo agro-alimentare, è in fase di affinamento per trovare applicazioni diagnostiche mediche e ambientali nonché nella rivelazione di droga ed esplosivi.

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mercoledì 4 ottobre 2017