L’evoluzione della comunicazione politica nel secondo dopoguerra

Gli elementi tipici della comunicazione politica negli anni post seconda guerra mondiale e che ravvisano la sua evoluzione si incarnano perfettamente nella figura del generale francese De Gaulle, figura dal carattere difficile di grande prestigio che nel 1940 grazie ad un discorso radiofonico alla Bbc londinese chiese ai francesi di resistere per la patria.

Su questo stesso principio etico basò i suoi governi e le sue azioni, orientati solo e soltanto nell’interesse della patria con tutti i mezzi ed a tutti costi. Proprio per il suo carattere caparbio e molto spesso poco prevedibile, non fu invitato ai tavoli delle trattative internazionali e, anche per la sua devozione alla nazione ed all’interesse dei suoi cittadini, nel 1866 decise di ritirare la Francia dagli accordi NATO.

Il suo discorso fu uno spartiacque, fino ad allora non erano mai stati usati i nuovi mezzi tecnologici per il potere. De Gaulle fu uno dei primi leader politici e militari a comprendere l’importanza di questi mezzi. Basti pensare che il telegiornale in bianco e nero all’epoca entrava in tutte le case francesi ad ora di cena. Egli ingaggiò maestri del cinema, truccatori ed attori, per poter apparire al meglio e poter ricevere la maggior parte dei consensi.

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Altri esempi emblematici potrebbero essere i primi dibattiti politici televisivi e lo studio sempre più approfondito dell’oratoria da acquisire nei discorsi al teleschermo, per attirare l’attenzione di tutti anche i più distratti. La nostra generazione è ancora più cosciente del poco impegno che investiamo realmente nell’ascoltare la televisione, noi tutti, oggi come allora, non diamo quasi mai tutta l’attenzione alla TV ma ci occupiamo delle faccende domestiche, intratteniamo discorsi familiari o sonnecchiamo sul divano pensando ai fatti nostri.

L’evoluzione di quegli anni non si basa solamente nell’utilizzo di nuovi mezzi, al contrario c’è un evoluzione negli atteggiamenti e nei discorsi politici. La voglia di dimenticare gli anni dei regimi totalitari è riscontrabile nell’utilizzo sfrenato di parole come: libertà, diritti, volontà. Parole positive che vogliono sconfiggere la paura di poter retrocedere in determinate situazioni e conflitti.

In un mondo sconvolto che cercava di ritrovare se stesso, soprattutto nella parte occidentale, la politica ed i valori che essa diffondeva dovevano rassicurare il cittadino di essere tutelato da qualsiasi ingiustizia potesse essergli arrecata; ecco perché in molti stati, come gli Usa, si è cercato di unire i propri cittadini contro un nemico comune, incarnato per loro nei comunisti russi.

La politica come molti aspetti della società ‒ anche se per alcuni la politica attinge e si ramifica in tutti gli altri ambiti di essa ‒ cambia rispetto agli avvenimenti del momento, rispetto ai personaggi del momento ed ai vari obiettivi che si vogliono raggiungere.

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martedì 26 febbraio 2019