La ricerca sulle “famiglie inaffidabili”

Ecco a chi non dare in custodia neanche il basilico

La ricerca sulle “famiglie inaffidabili”

Uno studio della Joseph Myself Thinking University iniziato nel 1986 e condotto su circa 7 miliardi di individui, tra cui uomini e donne, bambini e anziani, neri, bianchi, gialli e anche qualche animale domestico, alcuni analizzati per via diretta, altri grazie a sofisticatissimi strumenti cibernetici, ha paragonato i diversi tipi di famiglia esistenti per capire in quale nucleo affettivo si cresca meglio.

Nonostante l’italico divieto di considerare “famiglia” ogni entità consociativa che si allontani dall’immagine laica della casa con il “Mulino candido”, lo studio ha preso in considerazione mamme e papà con figlio unico, sposati o meno; mamme e papà con due o più figli; mamme e papà con figli e nonno con bastone che pascola per casa; mamma e papà con figli, nonno, bastone e accumulo di pelo con zampe e occhi che chiedono cibo; mamme single con figli; mamme separate con figli; papà separati e con assegni di mantenimento da versare; papà vedovi con figli; mamme e mamme con figli di precedenti unioni; mamme e mamme con figli propri; papà e papà di tutti i tipi e anche nonni con nipoti lasciati in affidamento da uteri e prostate poco responsabili.

Lo studio ha analizzato le potenziali devianze che ogni famiglia fuori dai canoni può provocare nello sviluppo di un bambino, seguendo quest’ultimo dal primo vagito al compimento del 26° anno d’età. E i risultati sono scioccanti! Alcune categorie di famiglie compromettono notevolmente la crescita psicologica (e talvolta fisica) di un essere umano ed è necessario che i Legislatori prendano urgenti provvedimenti per arginare il rischio della proliferazione di tali unioni e scongiurino il pericolo dell’estinzione umana.

Le abbiamo classificate come “famiglie ignoranti” o “soggetti ostili alla cultura e all’evoluzione sociale”. Per le prime si ritiene fondamentale una cura intensiva che racchiuda almeno un ripasso degli studi elementari, medi inferiori e superiori, da affiancare ad una lettura obbligatoria di testi letterari classici e moderni e alla visione di un repertorio cinematografico da selezionare. Fortemente bandita la televisione e i programmi d’intrattenimento, soprattutto pomeridiani. Per i secondi potrebbe non esserci una soluzione: internarli, punirli, costringerli ai lavori forzati o all’isolamento è un errore storico da non ripetere, ma una via d’uscita va trovata. Alla sensibilità e intelligenza del Legislatore il passo successivo.

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giovedì 27 aprile 2017