La pubblicità

Il mare è calmo e pulito. Sulla sabbia dorata un gruppo di giovani belli, aitanti, magri, scherza e ride spensierato. I maschi, gentili ed affettuosi, ad un tratto prendono per mano le loro compagne, corrono nell’acqua e giocano felici, spruzzandosi ed abbracciandosi. Poi mangiano il gelato.
Una coppia esce dall’acqua di un altro mare, occhi negli occhi. Lui è bello, perfetto nel fisico, osserva in adorazione lei che si lava i capelli sotto la doccia: l’amore è uno shampoo.
Dalla finestra di un lussuoso chalet, una dolce, sofisticata signora sorride agli amici che scesi da un’auto sportiva, si dirigono verso di lei in quell’intimo ambiente. L’amicizia è un liquore.
In un bagno luminoso e grande come un normale appartamento, la casalinga perfettamente vestita, truccata e pettinata ha appena finito di far brillare il pavimento; poi assaggia con l’amica un nuovo tipo di salsa di pomodoro, saporitissima, che riesce a cuocere senza far schizzare.
A mezzogiorno, intorno al tavolo, la famiglia ride e scherza. I ragazzi vanno bene a scuola, il padre è benevolo nei confronti della figlia che si attarda al telefono, la mamma serve il cibo al gatto su un piattino d’argento. Poi escono per la scampagnata.
Il sole splende, viaggiano a bordo della macchina nuova, fino a quando arrivano nei pressi di un campo dove un contadino vestito casual, con piglio sicuro, offre a tutti una quantità di primizie, bottiglie di vino e Mulini Bianchi.

Un vetro divide la realtà dall’illusione che spesso riesce a sedurre le menti più vulnerabili in un processo di persuasione occulta.

La rabbia, le rinunce, le lacrime, la malattia, la solitudine, la violenza, la morte non appaiono mai al di là dello schermo, nella felicità ipocrita di una realtà fittizia.
Se per un improbabile meccanismo quel vetro cadesse e si vedessero situazioni comuni, della vita di tutti i giorni, come il caffè che non tira su, ma che viene trangugiato in piedi nell’incubo di un’altra pesante giornata che attende ed il mulino grigiastro che finalmente presenta le crepe dell’incuria, forse si potrebbe intravedere l’importanza di altri valori e forse si potrebbe essere un po’ meno sciocchi, ma più felici.

Veramente.

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giovedì 27 aprile 2017