Il piacere di dire “grazie”

Un buon proposito per il 2015.

Mi piacerebbe approfittare di questo spazio per scrivere qualche riga sulla capacità di esprimere gratitudine, un’attitudine che già di per sé è in grado, come per magia, di infondere fiducia, coraggio e determinazione a chi la prova.
Riconoscere il bene che ci è stato donato volgendo un dolce pensiero a coloro i quali ce l’hanno liberamente concesso, mi pare infatti un buon modo per iniziare il Nuovo anno. Non ci si sofferma mai abbastanza, dentro di noi, sulle persone che nel corso del tempo hanno contribuito a renderci ciò che siamo, illuminando con indulgenza il nostro percorso individuale, soprattutto nei momenti più oscuri e incerti. Chi sostiene con fermezza e calore il proprio prossimo, aiutandolo con parole gentili ed azioni efficaci, merita non solo la nostra stima ma anche la nostra riconoscenza.
Ricambiare sinceramente tali gesti, fosse anche solo con un sentimento d’affetto, è il nucleo essenziale di questa condizione d’animo così preziosa, che ci mantiene vigili e attenti nella speranza di poter un giorno ricambiare il beneficio accordatoci. Riconoscere d’essere riconosciuti – parafrasando Paul Ricoeur e citando il suo ultimo lavoro Parcours de la reconnaissance – è il primo passo per l’instaurazione di una circolarità relazionale che ci solleva dalla solitudine un po’ solipsistica dell’ingratitudine, immettendoci proficuamente in una socialità dialogica vitale e confortante.
Disdegnare di dire “grazie” significa in qualche misura misconoscere noi stessi, non essere in grado di ricostruire l’itinerario che ci ha in qualche misura plasmati, facendo di noi ciò che siamo ora. Sottovalutare il contributo altrui nella nostra vita non sottende solamente un atteggiamento superbo e vano, ma comporta una restrizione irrealistica del campo esistenziale, tendente alla più estrema patologia narcisistica. La conseguenza maggiormente invalidante di un simile comportamento è la difficoltà di coinvolgimento emotivo, manifestantesi in una forma di profonda invidia ed egoismo.
Numerose ricerche scientifiche hanno inoltre confermato quanto il sentimento della gratitudine possa influire positivamente sul benessere fisico e mentale di ciascuno di noi, infondendoci una piacevole sensazione di leggerezza e felicità interiori. Dire “grazie” è una delle espressioni più eloquenti della capacità di amare e non semplicemente un gesto di cortesia e rispetto dell’etichetta: l’elemento essenziale per godere di sé e degli altri. La capacità di dire “grazie” può essere stimolata ed accresciuta, conducendo ognuno di noi a una visione della vita più positiva e a una maggiore autostima e gioia di vivere. Il mio proposito per il 2015 è dunque quello di imparare ad essere grata del bene che mi verrà elargito.

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giovedì 27 aprile 2017