Esseri viventi che non sanno più vivere

Esseri viventi che non sanno più vivere

In Cina, “Interviste prima dell’esecuzione” è un reality show nel quale, tra singhiozzi soffocati e deliri urlati, vengono interpellati i condannati a morte a pochi minuti dalla pena capitale. In Francia, Gerald Babin muore in seguito a tre arresti cardiaci nel corso della prima puntata di “Koh-Lanta”, una sorta di “Isola dei famosi” dove i concorrenti devono lottare per sopravvivere in mezzo al nulla. In Italia, un plastico, ricolmo di particolari e fedele fino al più insignificante dettaglio, riproduce in miniatura la stanza in cui si è consumato il delitto, mentre un’arena, composta da neuropsichiatri infantili, sociologi e filosofi avvezzi allo show, sforna interpretazioni che fomentano l’incertezza, aizzano la folla e tengono ben alto lo share.

A migliaia di chilometri di distanza, uomini e donne, operai ed impiegati, giovani e adulti, gente comune volontariamente incatenata alla propria poltrona di casa, aggrappata a quella scatola ultrapiatta che ogni sera trasmette scene di vita “reale” da tutto il mondo. A trattenerli, anelanti e smaniosi, la voglia di conoscere, la brama di capire, l’insopprimibile spinta ad addentrarsi nelle cloache della dignità umana.

Le immagini catturano, le crudeltà avvincono, i patemi degli altri ci ricordano, laddove servisse, che siamo ancora vivi, in quest’era florida, rigogliosa, lussuriosa. Gli snack e le bibite gassate di una soporifera serata infrasettimanale cozzano contro un muro di grida e di sofferenze. Reali o simulate, poco importa. Ciò che conta è l’intrattenimento.

Perché spendersi in riflessioni quando si può propendere per il buono o il cattivo premendo semplicemente il tasto di un telecomando? Non è forse che si stia solo tentando, attraverso l’accumulo di sensazioni forti e triviali, di sopperire alla carenza di emozioni genuine, merci rare nell’epoca dell’abbondanza?

Risulta difficile riscontrare differenze tra colui che appicca fuochi e colui che, addomesticato, braccia conserte e sguardo distratto, scrolla le spalle ed osserva la fuliggine posarsi su tutto.

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I vostri commenti all'articolo

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  1. Lea

    Mia nonna passa il tempo commuovendosi per le storie che raccontano nei talk show pomeridiani: forum, le amiche del sabato.. Racconta a tutti noi di quei “poveretti e delle loro vite di sofferenza”.
    Una volta le abbiamo raccontato una storia vera di un nostro amico e dei suoi problemi e il suo unico responso è stato chiedere cosa si mangiava per cena.
    Sono sicura che non tutti siamo così, ma pian piano ci stiamo trasformando in oggetti inanimati.
    Come siamo arrivati a questo punto? Siamo stati inghiottiti dalla tv, dal computer e dai cellulari?
    Detto questo complimenti per l’articolo!

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giovedì 27 aprile 2017