Di quale dei due ci vergogniamo?

Di quale dei due ci vergogniamo?

Davide e Golia. Due nomi di fantasia dati ai protagonisti delle due storie in pasto alle cronache degli ultimi giorni. Davide è un diciassettenne gay che scrive una lettera «per gettare una pietra nello stagno della politica», affidando alle istituzioni il suo dolore per non riuscire a vivere un’adolescenza serena senza dover fare i conti con l’omofobia e chiedendo loro di agire; Golia è un sedicenne che, da vi(ri)le rappresentante della “categoria” etero, pensa di poter possedere una ragazzina della sua stessa età al punto che, al rifiuto di lei, si sente autorizzato a rispondere con una coltellata e un rogo barbaro, «mentre era ancora viva».

La politica si vergogna di Davide: la legge per istituire il reato di omofobia rimbalza da anni nelle camere parlamentari e finisce sempre in qualche cassetto impolverato. E le cronache accumulano storie di suicidi di adolescenti che tra tutti i grovigli emotivi che quell’età porta con sé devono sopportare il fardello di un presunto “difetto di fabbricazione”.

La politica si scandalizza quando Golia fa quel che fa, pur offrendo tutti i giorni ai giovani l’immagine dell’uomo che non deve chiedere mai e nulla, men che meno una donna.

Loro si vergognano di Davide. Noi di quale dei due ci vergogniamo?

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martedì 23 luglio 2019