Carta d’identità

Un giorno ci portano a scattare la prima fototessera – occasione di trauma per il resto dei nostri giorni . Poi ci infilano nel portafogli una carta “da grandi”, ordinandoci di portarla sempre con noi, ovunque andremo. È la Carta d’identità: con scarne informazioni e qualche numero definisce chi siamo, dove abitiamo, cosa facciamo.

Ci teniamo stretti in tasca quella carta che certifica un’identità stabile e riconosciuta, tanto sicura quanto fittizia e comunque distante dalla realtà vera. Ci piace tenerla stretta, come zavorra che ci ancora ad una certezza, mentre siamo impegnati a capire chi siamo davvero e chi vogliamo diventare.
Un pezzo di carta ufficiale che mostra la faccia formale mentre noi sappiamo di avere mille altre immagini a colori, sfuocate o controluce. Che ci rappresentano ma non ci riescono a definire pienamente. Perché niente lo riuscirà a fare. Se non noi stessi, forse, con pazienza e molto lavoro di introspezione. A volte anche di relazione, perché io sono quello che riesco a costruire anche insieme a chi mi circonda.

L’identità vera è altro; è un qualcosa di complesso e difficilmente definibile, qualcosa che si compone di tutti quegli infiniti raggi invisibili che la attraversano nel corso di una vita o che, già presenti alla nascita, d’un tratto s’accendono.

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giovedì 30 agosto 2018