Bilanci e propositi: dicembre come una porta

Il periodo di Natale coincide almeno un po’ con quello dei bilanci. Forse perché ci si ritrova a fare le stesse cose tutti gli anni, forse perché si torna a casa, in famiglia, ed è tempo di raccontarsi più o meno tutto quello che non si è detto tra una “festa comandata” e l’altra, o forse solo perché si fanno i conti in tasca per vedere a chi bisogna fare un regalo e quale, se è proprio necessario. In fondo anche i bilanci consuntivi economici cadono a dicembre, non è “colpa” dell’atmosfera natalizia ma dell’anno che finisce.

I titoli e gli articoli dei giornali si comportano allo stesso modo. Infinite liste di eventi salienti e oroscopi visionari, selezioni di foto, di video cliccati, di classifiche di dischi e film, di propositi più o meno realizzabili.
Risultato: durante il mese di dicembre sembra sempre di attraversare una porta. Il punto è che non si fa altro che girare la testa, guardare avanti, e poi dietro, passato e futuro si mescolano quasi come se il presente fosse irrilevante. Come se la transizione fosse una condizione scandita da luci intermittenti e musiche rassicuranti. Dicembre è un po’ un porto di mare: pensieri e persone che vanno e vengono.
Dalla mia mi godo la corrente che questa porta aperta crea; me la godo tutta a pieno, prima che il conto alla rovescia della notte di San Silvestro la faccia sbattere, e che gennaio ci catapulti nell’oggi, come se il futuro non dovesse ripresentarsi tutte le mattine, ogni lunedì a battezzare nuove settimane.
Vi auguro un 2015 pieno di propositi quotidiani, di desideri giornalmente costruiti e infine realizzati, di transizioni costanti e non relegati all’ultimo dell’anno. Che, in altre parole, porte e maniglie siano dalla vostra parte.

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venerdì 13 luglio 2018