L’autonomia trentina: attualità di un modello organizzato

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Il 5 settembre 1946, con la firma dell’accordo De Gasperi-Gruber, inizia la storia recente dell’autonomia speciale del Trentino, portando con sé un intricato groviglio di storie, costumi, usi, tradizione ma soprattutto amore per il territorio. Un’autonomia nata per proteggere così come per restituire: autonomia non significa soltanto libertà, ma anche responsabilità.

L’autonomia trentina nasce in un territorio che di autonomo, dal punto di vista geografico, non ha niente: la sua collocazione tra il mondo italiano e quello germanico ha infatti sempre rappresentato un ponte tra culture diverse. Nonostante questo, ha saputo raccogliere il senso di identità che accomuna i trentini, sottolineando ancora una volta l’importanza della cultura condivisa. L’autonomia non nasce soltanto dal bisogno della comunità di valorizzare le minoranze, con l’obiettivo di non perdere le tradizioni e la ricchezza culturale che rappresentano, bensì nasce anche dalla voglia di essere responsabili delle proprie risorse e della propria organizzazione.

Alla luce dei recenti referendum consultivi di ottobre 2017 per attribuire l’autonomia anche a Veneto e Lombardia, il tema dell’autonomia è attuale più che mai. In entrambe le regioni ha vinto il “sì”, un “sì” che dimostra la voglia dei cittadini di queste regioni di un vero e proprio cambiamento, come quello che ha interessato il Trentino-Alto Adige, molto tempo fa. Il tema dell’autonomia è quindi più attuale che mai.

Oggi, la Regione, o meglio le due Province autonome che la compongono, hanno saputo sviluppare al meglio un’organizzazione degna delle responsabilità che nel tempo sono state attribuite loro: situate in un territorio che per l’75% si trova sopra i 1000 metri, sono in grado di rendere servizi pubblici di alto livello anche nelle aree montane, creando una rete tra valli e città.

Le competenze attribuite alle Province dalla Costituzione Italiana ne evidenziano infatti il grado di libertà: fondamentale per la tutela di un territorio così diversificato, infatti, è proprio l’indipendenza che permette di gestire al meglio le loro peculiarità. Dalle aree montane alle città, il Trentino-Alto Adige è riuscito oggi ad allocare al meglio la forza lavoro sul proprio territorio, con un tasso di disoccupazione pari soltanto al 4,6%, cifra che denota una particolare attenzione al benessere dei cittadini.

Importante è però anche l’aspetto finanziario, pilastro dell’autonomia, modificato nel 2009 attraverso l’Accordo di Milano e recepito nella legge finanziaria del 2010. Questo va a ristabilire le modalità con cui le finanze della Regione e delle due Province concorrono al coordinamento della finanza pubblica.

L’autonomia, per quanto doni libertà, sottostà alla Costituzione e allo Stato nel rispetto di essi: sotto la parola “autonomia” si diramano quindi tante altre parole che ne denotano sia la difficoltà che i privilegi: responsabilità, consapevolezza, obblighi, rispetto, indipendenza.

 

 

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venerdì 13 luglio 2018